«Non vi lascerò orfani»
La liturgia di questa domenica ci invita a riconoscere che il Cristo risorto non abbandona i suoi discepoli, ma continua a rendersi presente attraverso il dono dello Spirito Santo. È questa la promessa che attraversa le letture: Dio non lascia l’uomo nella solitudine, nella paura o nello smarrimento, ma gli dona una presenza viva che sostiene, illumina e guida il cammino della fede.
Nella prima lettura vediamo la Chiesa nascente aprirsi oltre i propri confini: anche la Samarìa accoglie il Vangelo e riceve lo Spirito. Là dove il Cristo viene annunciato nasce una gioia nuova, capace di risanare ferite e di ricostruire relazioni.
Il Salmo responsoriale raccoglie questa esperienza in un invito alla lode: «Acclamate Dio, voi tutti della terra». La gioia della salvezza non può rimanere nascosta, ma diventa canto, memoria delle opere di Dio e testimonianza della sua misericordia che continua ad accompagnare il cammino del suo popolo.
La seconda lettura ricorda ai cristiani che la speranza ricevuta nel Risorto deve diventare testimonianza concreta. Non una fede aggressiva o imposta, ma vissuta «con dolcezza e rispetto», anche nelle difficoltà e nelle prove. È una parola particolarmente attuale in un tempo spesso segnato da tensioni, paure e smarrimento interiore.
Nel Vangelo, infine, Gesù rassicura i suoi discepoli: «Non vi lascerò orfani». È una delle parole più consolanti del IV Vangelo. Lo Spirito Santo, il Paràclito, sarà la presenza di Dio dentro la vita dei credenti. Amare Cristo non significa soltanto professare una fede, ma custodire la sua parola e lasciarsi abitare dalla sua presenza. È questa la sorgente della vera pace e della speranza cristiana.