Dalle tenebre alla luce: il cammino della fede.
La IV domenica di Quaresima, tradizionalmente chiamata domenica “Laetare”, introduce nella penitenza quaresimale una nota di luce e di speranza. Le letture di questa domenica ruotano attorno al tema della luce di Dio che illumina il cuore e apre gli occhi dell’uomo.
Nella prima lettura il profeta Samuele è inviato a Betlemme per ungere il nuovo re d’Israele. Tra i figli di Iesse non viene scelto il più forte o il più appariscente, ma Davide, il più piccolo. Il racconto rivela un criterio decisivo dello sguardo di Dio: «l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore». Dio riconosce ciò che spesso sfugge agli occhi umani e sceglie secondo una logica diversa da quella del mondo.
Il Salmo 23 accompagna questa rivelazione con una delle immagini più consolanti della Scrittura: il Signore è il pastore che guida, protegge e conduce alla vita, anche nelle valli oscure dell’esistenza.
Nella seconda lettura l’apostolo Paolo ricorda ai cristiani che, grazie a Cristo, non sono più nelle tenebre ma figli della luce. Per questo sono chiamati a vivere in modo coerente, producendo i frutti della luce: bontà, giustizia e verità.
Il Vangelo presenta il segno della guarigione del cieco nato. Gesù non solo restituisce la vista a un uomo, ma compie un cammino più profondo: conduce quell’uomo alla fede. Mentre il cieco guarito arriva progressivamente a riconoscere Gesù come Signore, coloro che pensano di vedere rimangono chiusi nella loro cecità.
La liturgia di questa domenica ci invita dunque a lasciarci illuminare da Cristo, luce del mondo, perché i nostri occhi si aprano alla verità e il nostro cuore impari a guardare la realtà con lo sguardo stesso di Dio.