Scegliere la vita.
Le letture di questa domenica ci guidano al cuore della Legge di Dio, rivelandone il compimento nell’amore e nella sapienza che vengono dallo Spirito.
Nella Prima Lettura (Sir 15,16-21) il libro del Siràcide ci ricorda che il Signore pone davanti a noi la vita e la morte, il bene e il male. Dio non impone il peccato, ma affida all’uomo la libertà e la responsabilità delle proprie scelte. Osservare i comandamenti non è un peso, ma una via che custodisce e conduce alla vita.
Il Salmo 118 proclama beato chi cammina nella legge del Signore. La Parola di Dio diventa luce per gli occhi, stabilità per il cammino, sapienza per il cuore. Il credente chiede di essere istruito, di comprendere in profondità la volontà del Signore per poterla vivere con fedeltà.
Nella Seconda Lettura (1Cor 2,6-10) san Paolo parla di una sapienza che non appartiene a questo mondo, ma viene da Dio ed è rivelata dallo Spirito. È una sapienza nascosta, preparata per coloro che amano il Signore: solo lo Spirito conosce le profondità di Dio e le dischiude ai nostri cuori.
Nel Vangelo (Mt 5,17-37) Gesù dichiara di non essere venuto ad abolire la Legge, ma a darle pieno compimento. Egli conduce oltre l’osservanza esteriore, fino alla radice del cuore: non solo “non uccidere”, ma riconciliarsi; non solo evitare l’adulterio, ma custodire la purezza dello sguardo; non solo giurare il vero, ma vivere nella trasparenza. La giustizia richiesta ai discepoli è più profonda, perché nasce dall’amore.
La Parola di oggi ci invita a scegliere la vita, lasciandoci guidare dalla sapienza di Dio, per entrare nel suo regno di riconciliazione e di pace.