Ecco l’Agnello di Dio.
Con la II Domenica del Tempo Ordinario entriamo nel ritmo quotidiano della vita cristiana, dopo il tempo intenso del Natale e delle sue grandi manifestazioni. La liturgia di oggi ci invita a fissare lo sguardo su Gesù e a riconoscerlo per ciò che egli è davvero: il dono di Dio per la salvezza del mondo, la luce che illumina ogni uomo.
La Parola di Dio presenta anzitutto la figura del Servo del Signore, nella prima lettura dal profeta Isaia. Chiamato fin dal grembo materno, il Servo non è inviato solo a Israele, ma diventa “luce delle nazioni”, segno di una salvezza che raggiunge ogni popolo e ogni confine. È un annuncio che apre il cuore all’universalità del progetto di Dio.
Il salmo responsoriale raccoglie questa risposta di fiducia e disponibilità: “Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà”. È l’atteggiamento di chi si affida a Dio non con sacrifici esteriori, ma con un cuore pronto ad ascoltare e a vivere secondo la sua parola.
Nella seconda lettura, l’apostolo Paolo si rivolge alla comunità di Corinto ricordando che ogni battezzato è chiamato a essere santo, cioè consacrato a Dio, dentro la vita concreta di ogni giorno. La fede non è privilegio di pochi, ma vocazione condivisa.
Il Vangelo ci conduce infine sulle rive del Giordano, dove Giovanni Battista indica Gesù come “l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo”. È una rivelazione essenziale: Gesù è il Figlio di Dio che dona la vita per tutti. Accoglierlo significa lasciarsi incontrare, riconoscerlo e testimoniare, come Giovanni, ciò che abbiamo visto e creduto.
In questa domenica siamo invitati a rinnovare il nostro Battesimo e a camminare nel tempo ordinario come discepoli che vivono, ogni giorno, alla luce del Vangelo.