La tua Parola è luce sul nostro cammino.
In questa III Domenica del Tempo Ordinario, che la Chiesa celebra anche come Domenica della parola di Dio, la liturgia ci invita a rimettere al centro l’ascolto della Parola come luogo privilegiato dell’incontro con Dio. Non si tratta solo di un testo da proclamare, ma di una voce viva che illumina la storia, interpella le coscienze e orienta il cammino delle comunità cristiane, chiamate a essere segno di speranza nel mondo.
La prima lettura, tratta dal profeta Isaia, annuncia una luce che irrompe proprio nelle terre segnate dalla fatica, dall’umiliazione e dalla marginalità. Là dove il popolo camminava nelle tenebre, Dio fa sorgere una luce capace di generare gioia, libertà e futuro. È un messaggio di grande attualità: anche oggi il Signore continua a scegliere le periferie dell’esistenza per manifestare la sua presenza salvifica.
Il salmo responsoriale diventa la risposta fiduciosa del credente: il Signore è luce e salvezza, difesa sicura nei momenti di paura. In Lui nasce il desiderio di abitare, di contemplare, di sperare con cuore saldo.
La seconda lettura ci consegna un richiamo forte e necessario. San Paolo esorta la comunità di Corinto – e ciascuno di noi – a superare divisioni e contrapposizioni. La Parola di Dio non alimenta fazioni, ma costruisce comunione, riconducendo tutto all’unica sorgente: Cristo crocifisso, cuore dell’annuncio evangelico.
Nel Vangelo, infine, Gesù realizza la promessa di Isaia: si stabilisce in Galilea, annuncia la conversione e chiama i primi discepoli. La Parola si fa carne, passo che si avvicina, sguardo che chiama, invito deciso a lasciare le reti per seguirlo. In questa domenica siamo invitati non solo ad ascoltare, ma a lasciarci coinvolgere, perché la parola di Dio diventi luce per la nostra vita e forza per la missione quotidiana.