Dalla tentazione alla fiducia.
Con la Prima Domenica di Quaresima la Parola di Dio ci accompagna all’origine della nostra storia di salvezza, là dove si manifestano insieme la fragilità dell’uomo e la fedeltà di Dio. È un invito a entrare con verità nel tempo quaresimale, riconoscendo il peccato ma soprattutto accogliendo la grazia che salva.
La prima lettura, tratta dal libro della Genesi, ci riporta nel giardino dell’Eden e racconta il dramma della disobbedienza dei progenitori. La tentazione del serpente fa leva sul desiderio di autonomia e di potere, insinuando il dubbio sulla bontà di Dio. Il peccato nasce proprio da qui: dalla rottura della fiducia, dalla pretesa di decidere da soli ciò che è bene e ciò che è male. È una pagina che parla anche a noi, alle nostre scelte quotidiane e alle nostre cadute.
Il Salmo responsoriale diventa la risposta del cuore che riconosce il proprio limite e si affida alla misericordia divina: «Pietà di me, o Dio, nel tuo amore». È la preghiera di chi non si giustifica, ma chiede di essere rinnovato interiormente, di ricevere un cuore puro e uno spirito saldo.
Nella seconda lettura san Paolo mette a confronto Adamo e Cristo: se attraverso il primo il peccato e la morte sono entrati nel mondo, attraverso il secondo la grazia ha sovrabbondato. Il messaggio è chiaro e consolante: il male non ha l’ultima parola, perché l’obbedienza di Cristo apre per tutti la via della vita.
Il Vangelo ci conduce nel deserto, dove Gesù affronta le tentazioni del diavolo. Là dove l’uomo aveva ceduto, il Figlio di Dio rimane fedele, affidandosi totalmente alla Parola del Padre. Il deserto diventa così il luogo della scelta, dell’ascolto e della libertà autentica. Inizia la Quaresima: un cammino di conversione che ci invita a passare dalla fragilità alla fiducia, dalla tentazione alla fedeltà.