«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
Le letture di questa domenica sono attraversate da un filo conduttore molto chiaro: Dio chiama un popolo e lo rende partecipe della sua missione di salvezza.
Nella prima lettura, Israele giunge ai piedi del Sinai. Dopo averlo liberato dall'Egitto, Dio gli propone un'alleanza: «Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa». Non è un privilegio, ma una missione: vivere in comunione con il Signore e testimoniare la sua presenza nel mondo.
Il salmo responsoriale invita a riconoscere con gioia che apparteniamo a Dio. Siamo il suo popolo, il gregge che egli guida con amore fedele. Da questa certezza nasce la lode e la fiducia del credente.
Nella seconda lettura, san Paolo ci conduce al cuore del Vangelo. Dio ci ha amati quando eravamo ancora deboli e peccatori. La morte e la risurrezione di Cristo rivelano un amore gratuito che ci riconcilia con il Padre e fonda la nostra speranza.
Nel Vangelo, Gesù guarda le folle e ne prova compassione, perché sono «stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore». Da questo sguardo nasce la missione. Egli chiama i Dodici e li invia ad annunciare la vicinanza del Regno, accompagnando la parola con gesti di guarigione e di liberazione. Anche oggi la Chiesa continua questa missione: una comunità di discepoli chiamati a condividere gratuitamente l'amore ricevuto, ricordando le parole di Gesù: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».