«Molti sono chiamati, ma pochi eletti »
La liturgia di questa domenica ci presenta il Regno di Dio attraverso l’immagine gioiosa di un banchetto al quale tutti sono invitati. Il filo che unisce le letture è la speranza: Dio prepara per l’umanità una festa di salvezza, colma ogni nostro bisogno e ci chiama a rispondere al suo dono con una vita rinnovata.
Nella prima lettura, il profeta Isaia contempla il giorno in cui il Signore radunerà tutti i popoli sul suo monte. Egli strapperà il velo che avvolge le nazioni, eliminerà per sempre la morte e asciugherà le lacrime su ogni volto. La speranza biblica non è una vaga consolazione, ma la fiducia in un Dio che salva e prepara per i suoi figli un banchetto di comunione e di gioia.
A questa promessa fa eco il salmo. Il Signore è il pastore che accompagna il suo popolo anche nella valle oscura, lo conduce ad acque tranquille e prepara per lui una mensa. Chi si lascia guidare da Dio non è sottratto alle prove, ma le attraversa sostenuto dalla certezza della sua presenza: «Tu sei con me».
Nella seconda lettura, san Paolo testimonia una speranza maturata dentro le difficoltà. Ha conosciuto povertà e abbondanza, fame e sazietà, ma ha imparato a non dipendere dalle circostanze: «Tutto posso in colui che mi dà la forza». La sua fiducia nasce da Cristo, nel quale Dio non abbandona i suoi figli e provvede ai loro bisogni.
Nel Vangelo, Gesù riprende l’immagine del banchetto e la trasforma in un invito personale. La festa è pronta e la chiamata raggiunge tutti, buoni e cattivi, perfino ai crocicchi delle strade. Ma il dono domanda una risposta: non basta entrare nella sala, occorre indossare l’abito nuziale, lasciando che l’incontro con il Signore trasformi la vita. Siamo tutti chiamati alla festa del Regno; accogliere davvero l’invito significa rivestirci di fede, speranza e carità.