«Custodi gli uni degli altri »
Le letture di questa domenica ci ricordano che nessuno può vivere la fede pensando soltanto a sé stesso. Dio ci affida gli uni agli altri e ci chiama a essere custodi dei nostri fratelli, soprattutto quando vediamo qualcuno allontanarsi dalla strada della vita.
Nella prima lettura il profeta Ezechiele riceve il compito della sentinella: deve ascoltare la parola di Dio e trasmetterla al popolo. Non può tacere davanti al male, perché sarebbe una forma di indifferenza. Ammonire il fratello, però, non significa giudicarlo o condannarlo, ma desiderare la sua salvezza e offrirgli una possibilità di conversione.
Il salmo indica la condizione necessaria per accogliere ogni richiamo: «Ascoltate oggi la voce del Signore». Il vero ostacolo non è la nostra fragilità, ma la durezza del cuore, che ci impedisce di riconoscere la voce di Dio anche quando ci raggiunge attraverso la parola di un fratello.
Nella seconda lettura San Paolo riassume tutta la Legge nell’amore vicendevole. La carità non è un sentimento vago, ma la scelta concreta di non fare del male al prossimo e di cercare il suo vero bene. Proprio perché ama, il cristiano non rimane indifferente e non abbandona l’altro ai suoi errori.
Nel Vangelo Gesù insegna come esercitare questa responsabilità: anzitutto incontrando il fratello personalmente, con discrezione e rispetto. Lo scopo non è dimostrare di avere ragione, ma «guadagnare il fratello», ricostruire la comunione ferita. Se il dialogo non basta, intervengono alcuni testimoni e infine la comunità. Ogni passo deve nascere dall’amore e condurre alla riconciliazione. In questo cammino non siamo soli: quando due o tre si riuniscono nel nome di Gesù, egli è presente in mezzo a loro e rende possibile ritrovare l’unità.