«Io sono la via, la verità e la vita»
La liturgia della V domenica di Pasqua ci introduce nel cuore della vita nuova che nasce dalla Pasqua: una vita che non è solo promessa futura, ma realtà che già prende forma nella comunità dei credenti. Le letture di oggi tracciano un cammino che unisce organizzazione concreta e profondità spirituale, mostrando come la fede si incarni nella storia senza perdere la sua sorgente.
La prima lettura presenta una Chiesa in crescita, attraversata anche da tensioni e difficoltà. È proprio lì che lo Spirito apre strade nuove: il servizio si struttura, i ministeri si diversificano, e tutto converge verso un unico centro, la Parola e la comunione. Non è una comunità perfetta, ma viva, capace di lasciarsi guidare.
Il salmo responsoriale ci invita a collocare questa esperienza sotto lo sguardo di Dio: la sua parola è retta, il suo amore riempie la terra, il suo sguardo custodisce chi spera in lui. È la fiducia che sostiene il cammino della Chiesa e di ogni credente, anche quando le situazioni appaiono fragili.
La seconda lettura offre una delle immagini più dense del Nuovo Testamento: Cristo è la pietra viva, e noi, uniti a lui, diventiamo pietre vive di un edificio spirituale. La fede non è un fatto individuale, ma costruzione comune, appartenenza a un popolo chiamato a rendere visibile la luce ricevuta.
Infine, il Vangelo ci conduce al centro: Gesù non indica una via, ma si presenta come la via, la verità e la vita. In lui si rivela il volto del Padre e si apre per l’uomo la possibilità di abitare la comunione con Dio. È una parola che orienta e rassicura: non siamo soli nel cammino, perché la strada è una persona che ci precede e ci accompagna.