Si terrà nella chiesa di Sant'Alessandro Maggiore, a Lucca, da venerdì’ 27 marzo a lunedì 6 aprile con orario dalle ore 10,00-13,00 e dalle ore 14,00-18,00 e ad ingresso gratuito (vedi locandina pagina 14) un’iniziativa che offre sia alla nostra Comunità, quanto ai visitatori e ospiti della Città, uno straordinario momento di fede e bellezza. L’installazione, dal nome suggestivo e significativo, “Giardino degli Ulivi, spazio di bellezza, silenzio, e contemplazione nella Settimana Santa” desidera offrire l’opportunità di percorrere la conclusione della vicenda terrena di Gesù, in quel giardino del Getsemani, raccordo tra l’opera della Creazione ed il Luogo della Risurrezione, nella straordinaria bellezza della chiesa di sant’Alessandro Maggiore, recentemente restaurata.
I primi istanti della Genesi ci introducono non in un campo, in una montagna, presso un lago o un mare… ma in un lussureggiante e fiabesco giardino. Tale luogo paradisiaco, stabilito da Dio per la sua creazione, ci lascia un simbolo essenziale che la cultura occidentale avrebbe abbondantemente sviluppato.
Il giardino di Eden e il Paradiso
“Il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva modellato”. Gen 2,8
Il principio della Genesi situa dunque precisamente in Eden, a oriente, il luogo riparato in cui tutta la creazione di Dio si svolge, e che culmina nell’uomo – al quale Dio insuffla il proprio alito.
Il giardino degli Ulivi
È sempre un giardino – quello degli Ulivi – che Gesù avrebbe conosciuto nelle sue ultime ore terrene, prima della Passione. Il Vangelo secondo Giovanni ci ricorda che Gesù amava recarcisi in compagnia dei suoi discepoli: “Dopo aver detto queste parole, Gesù uscì con i suoi discepoli e attraversò il torrente Cedron. C’era lì un giardino, nel quale egli entrò con i suoi discepoli. Giuda, quello che lo tradiva, conosceva anch’egli il posto, perché Gesù e i suoi discepoli ci si ritiravano spesso.” Gv 18,1-2
In un singolare ricorso della storia sacra, il giardino – quello degli Ulivi – avrebbe riunito in sé la pace e la gioia di insegnare ai discepoli, ma pure il frutto della tentazione che avrebbe consegnato il Messia ai suoi nemici. Gesù non scelse un luogo mondano, dove si vada per farsi vedere, ma un angolo appartato, in disparte, lontano dal rumore della vicina Gerusalemme, per pregare e per rivolgersi al Padre. Il vivace contrasto tra l’abitudine piacevole di recarsi in questo luogo amato, luogo di condivisione coi discepoli, e gli istanti tragici che di lì a poco si sarebbero svolti, non può che chiamare in causa il fedele ma anche il visitatore e financo il “curioso”. Luogo di vita e di abbondanza, il giardino più desiderabile può anche trasformarsi in gabbia di angosce, di tradimenti e di violenza, dove le radici del male affondano nel cuore degli uomini.