«Semi di pace e di speranza»
Questa domenica celebriamo la terza Giornata diocesana del perdono e della riconciliazione con il Creato, un appuntamento che vuole diventare un segno profetico per le nostre comunità e per il territorio. Nel suo messaggio, il Vescovo riprende una suggestiva immagine di papa Leone: «In Cristo siamo semi. Non solo, ma semi di pace e di speranza». Ogni seme appare piccolo e fragile, eppure custodisce una forza capace di generare vita, offrire frutti e preparare il futuro. Anche noi possiamo diventare semi di riconciliazione, cominciando dal modo in cui abitiamo la casa comune.
Chiedere perdono significa riconoscere le ferite inferte al Creato dall’indifferenza, dallo spreco e dal consumo irresponsabile. La riconciliazione nasce da una conversione del cuore: imparare nuovamente a contemplare ogni creatura come dono, ad ascoltare nella bellezza della natura il primo linguaggio con cui Dio ci parla e a comprendere che custodire la terra significa anche difendere la dignità dell’uomo.
Le letture illuminano questo cammino. Il libro della Sapienza ci rivela un Dio che governa con mitezza e concede tempo per la conversione. Nel Vangelo, Gesù parla del buon seme che cresce insieme alla zizzania, del piccolo granello di senape e del lievito nascosto nella pasta. Il Regno matura attraverso inizi umili e richiede pazienza, fiducia e perseveranza.
Ogni scelta di sobrietà, ogni gesto di cura, ogni impegno per la giustizia e la pace può allora diventare un seme del Regno. Famiglie, parrocchie, giovani, amministratori, imprese e cittadini sono chiamati a fare la propria parte, perché la terra torni a essere un giardino affidato da Dio alla responsabilità e all’amore di tutti.